Grazie a chi mi ha lasciato un commento, a chi si è fatto sentire trammite email. Grazie.
Sentire le altre esperienze e opinioni, mi fà capire se sono io che chiedo la luna o è così per tutte.
Purtroppo il ruolo di casaliga mi è sempre stato stretto, ma nn ho potute scegliere. Appena sposate con un piccolo potevo andare al lavoro , ma quando è arrivato il secondo, solo dopo tredici mesi, ho chiesto a mia suocera di aiutarmi, ma mi ha risposto picche. (nn apro nemmeno il discorso) Sinceramente nn me la sono sentita di affidare le cure dei miei figli ad un estranea, molto probabilmente perchè anch'io ho molto sofferto della mancanza di mia mamma durante l'infanzia e l'adolescenza, nn volevo che questo succedesse ai miei figli.
Nn so quanto i miei figli lo abbiano apprezzato.
Qualcuna di voi mi ha detto che sono stata coraggiosa a parlare di questo mio stato d'animo al compiuter, di espormi così, infatti tutte queste cose nn le sa nessuno , intendo dire, le mia amiche, le poche che mi sono rimaste, nn conoscono questo lato di me. Parlo a voi perchè,scusate, nn vi conosco, nel senso che nn mi sento giudicata, criticata, compatita chi lo ha pensato nn si è presa la briga di commentare. All'inizio, quando magari cominciavo a confidarmi con qualcuno, mi dicevano che erano delle mie idee, un pò rimbambita, insomma, E allora ho lasciato perdere.
Anche perchè spesso e volentieri ti chiedono"come stai?" ma se anche tu rispondi" sono andata sulla luna" ti dicono"sì sì ,bello." E poi scrivere per me è sempre stato liberatorio, come avevo il diario da adolescente, dove mi rifugiavo nei momenti tristi, scrivevo, scrivevo, adesso ho adirittura la possibilità che qualcuno mi dia coraggio, che mi trasmetta un pò di fiducia e speranza. Speranza che nn stò chiedendo la luna o chissà cosa, ma semplicemente il riconoscimento di me come persona, come Graziella. Se qualcuno mi legge, se qualcuno mi ascolta e addirittura mi risponde, alllora io esisto. Nn prendetemi per pazza, purtroppo la mia autostima è sempre stata di basso livello. Altrimenti nn sarei qui, altrimenti nn sarei arrivata a questo punto. Avrei pestato i piedi, mi sarei messa a urlare, avrei anche mandato a cagare qualcuno.
Ma le poche volte che lo fatto, poi mi sono venuti i rimorsi di coscenza, e sì. Sembra ridicolo, ma poi mi spiace ferire gli altri, poverini, poi soffrono!!! Invece io posso soffrire, tanto nn si accorge nessuno e nessuno si preoccupa. Poi c'è l'attimo, che la Graziella con le palle, nn ne può più ed esplodo, magari con chi nn c'entra !! magari per una cosa banale, .. e poi ritorna la quiete.
Riprendo il tran tran quotidiano.
Una volta la mia psicologa, sì, sono già andata da lei, mi ha detto che posso fare quello che voglio. Gli ho detto "nn è vero!" Lei "Mettiamo il caso che lei domani si alza e vuole andare una settimana al mare, chi glielo impedisce? come possono fermarla? la legano al letto? " e io " Ma i miei figli come farebbero senza di me? (all'epoca avevo i figli piccoli) cosa direbbe la gente? che sono una cattiva mamma?!!" Ma era vero, fisicamente nessuno me lo può impedire, è la mia coscienza che mi limita, mi limita nella mia libertà. E sicuramente anche il fatto di cercare sempre l'approvazione degli altri mi ha rovinato, ha messo l'approvazione di me stessa per me stessa in secondo piano. Ed è stato un danno ulteriore.
Ciao carissime, alla prossima.
Qui finisce l'avventura...
9 anni fa