Preghiera della serenità

Dio dammi la serenità di accettare le cose che nn posso cambiare,
il coraggio per cambiare quelle che posso
e la saggezza di comprenderne la differenza.

martedì 3 novembre 2009

lecco



un nido di nn so quale specie d'uccello ormai disabitato perchè i piccoli sono già "grandi" altriemtni con i primi freddi nn potrebbero farcela,




alberi dai mille colori autunnali,




domenica nn era una bellissima giornata, comunque c'era tanta gente, forse anche perchè c'erano le bancarelle.
qui altri pazzi che portano pane secco per le anatre.


ecco, adesso torniamo al presente, ad oggi.
sono proprio stanca, nn ne posso più. stò pensando seriamente di andarmene.
via, lontano da questa casa. si stà tutto rivelando una situazione troppo pesante.
io, depressa in cura con pastigliette, mi devo portare il peso di una convivenza con un depresso cronico, che però riesce a sopravvivere senza pastigliette????
chi mi segue da tempo sà come sono, sà come mi sento.
nn so come spiegarmi, è troppo il peso che mi devo portare da sola, rischio di esplodere se nn parlo con qualcuno, anzi, esplodo anche se parlo.
anche se sono cose molto private, della coppia, di un rapporto a due, che ormai nn c'è più perchè eè diventato un rapporto solo mio.
la caus è sempre la stessa da dieci anni a questa parte, il lavoro che nn c'è.
si rimane nervosi, tanta rabbia, pessimisti, tutto nero, taciturni, e l'aria che si respira nn è bella, specialmente per un bambino di otto anni.
che poi diventa il capro espiatorio.
per niente si scatta, lo si sgrida per un nonnulla e lui nn capisce...."cosa ho fatto ???? "
cosa ho fatto per scatenare questa sgridata sproporzionata ???? perchè mi urli così tanto???? sei cattivo!!!
questo succede specialmente alla sera, questo succede da un pò, ormai, con i grandi nn succede, anche perchè nn fanno capricci, ma loro hanno la possibilità di uscire di casa.
cenano in fretta poi se ne vanno, o al compiuter o escono dalla morosa.
lo farei anch'io se potessi.
però c'è filippo.
lui è in trappola.mi è venuta una mezza idea di prendere un monolocale, andiamo via io e lui, è troppo strampalata ? anche solo la sera, magari di giorno stiamo qua, ma la sera ce ne andiamo nella ns casetta, soli, senza musi che ci opprimono la ns voglia di vivere, ...
una sera dopo la solita sfuriata, ho buttato lì quest'idea, elia mi ha detto, dai mamma, vengo anch'io con te ???? nn ha un buon rapporto con dario, è molto conflittuale, purtroppo nn lo stima affatto e si sopportano a vicenda.
dario ha semplicemente detto .. e vai !!
a questo punto , perchè no!! un'altra cosa che succede quando fà le sue sparate, è che in genere io intervengo per difendere filippo, però poi cosa succede, io intervengo perchè sò che la situazione potrebbe degenerare, ma filippo così pensa che io sia la buna e dario sempre il cattivo.
a volte lo sgrida davvero perchè ci vuole, ma è l'ECCESSO con cui lo fà che nn mi và bene. quindi poi filippo con dario nn vuole mai stare da solo, perchè lui è quello cattivo, è quello che brontola sempre, ecc ecc.
a questo punto allora, nn è meglio nn vederlo quando è arrabbiato, cioè sette giorni a settimana, ma vederlo solo la domenica quando è felice e beato magari perchè è appena tornato dalla montagna??
IN QUESTO CASO SI'che è MEGLIO LA QUALITA' della QUANTITA'.
poi mi si è accesa un'altra lampadina, perchè lui nn prende mai decisioni.
ho la casa che cade a pezzi, bisognerebbe chiamare l'imbianchino, cambiare dei mobili, un idraulico, ma lui nn fà mai niente. è questa la mia rabbia, nn prende mai posizioni. adesso ho capito perchè, aspetta, aspetta che le prendano gli altri.
così, giuste o sbagliate che siano lui nn ha nessuna responsabilità.
capite che elemento ho tra le mani??? snervante, pesante, opprimente, io, io che cercavo qualcuno che mi aiutasse a vivere meglio, mi ritrovo in questa situazione.
ormai da tempo, da parecchio tempo.
ancora prima che vi conoscessi, ancora prima che qualche vostra parola mi abbia dato un pò di ottimismo e di amor proprio che prima nn avevo e nn avevo mai ricevuto.
anche se sò già che ci saranno pochi commenti a questo post, passate in tante, una quarantina al giorno, ma poche, veramente poche mi lasciano un saluto. oggi poi sarà "dura" trovare parole per me.
anche perchè sono argomenti forse troppo personali, e io stò scrivendo così a getto, forse domani mi sarò già pentita, perchè tutti possono leggere, anche chi mi conosce..
.. e poi chiedo, ma voi, donne separate, come avete fatto a prendere una decisione così importante, nel senso, fino a quando una può resistere e nn avete mai dubitato poi della vs scelta?? una domanda stupida, una domanda banale ??
quando ci si accorge di nn amare più una persona ? quando nn la si sopporta più ? quando il solo vederla mi fà venire il nervoso ? quando è indifferente la sua presenza? quando nn c'è più dialogo ? quando quando quando ???????
io nn cerco un'altro amore, io voglio questo.
ma se questo si fosse affievolito ? si fosse spento schiacciato dai mille problemi ?
come faccio a capire ?
come come come

10 commenti:

Silvia ha detto...

ciao graziella mi spiace tanto la situazione in cui sei, alle tue domande non so rispondere, so dirti che non si capirà mai in fondo se è stata la decisione giusta, ma una strada deve essere presa no? quindi l'importante è che per te sia giusta. se poi ti senti così triste e così in trappola forse un cambiamento può solo migliorare...
ciao silvia

Amelia ha detto...

non so dirti di più di quello che ha detto Silvia, penso che ad un certo punto succeda che uno sente che è ora di fare qualcosa. Un abbraccio grande grande

Stefy ha detto...

ciao graziella...non penso che la gente non ci scriva ogni volta che passa apposta...penso che a volte passiamo di corsa, giusto per vedere, e poi corriamo via perche' c'e' sempre da fare...detto questo...mi spiace continuare a leggere del tuo momento, ma se ti posso dire penso che devi prendere il toro per le corna e andare via..io non credo che le persone cambino...possono migliorare, come cerchiamo di fare tutti, venendosi incontro...ma se dopo tanti anni una persona non e' cambiata o migliorata, certamente invecchiando non puo' che peggiorare..
So che non e' facile prendere certe decisioni, ma certe volte bisogna farlo soprattutto per i nostri figli oltre che per noi stesse....
Sai, non e' questione di cercare un amore....quello se deve poi arrivare arriva, e' solo questione di riprendersi la propria vita e cercare di viverla al meglio..per te, come donna e come mamma e per i tuoi bambini (non solo filippo che e' quello che ne ha piu' bisogno), ma anche per quelli grandi..
Sono certamente argomenti delicati che solo tu conosci, ma io penso comunque che bisogna essere decisi e che devi riappropriarti di cio' che ti appartiene...il tuo valore come persona..
un bacio e se vuoi mandami pure una mail...
ti abraccio e fatti forza..
stefy

Tzugumi ha detto...

Ho letto molto attentamente questo tuo post...purtroppo non ci conosciamo da tanto e forse posso capire solo molto superficialmente quel che provi, però la mia opinione provo a dartela lo stesso, magari può servire a qualcosa :)
Tu scrivi che la causa di tutto è il lavoro che manca...so bene come ci si sente, soprattutto se dopo mille vie che si chiudono si scivola lentamente verso un profondo stato di depressione. Però credo anche che in una coppia bisognerebbe far fronte comune alle avversità, sostenendosi l'un l'altro, anche quando tutto sembra perso.
Ora...se ritieni che non ci sia nulla da recuperare in tutto questo hai solo due strade. La prima è quella di lasciarti tutto alle spalle e andartene, per dovere nei confronti innanzitutto di te stessa. Se c'è una possibilità di star meglio devi assolutamente prenderla.
La seconda è quella di riprendere in mano la tua vita, anche se decidessi di rimanere. La casa sta cadendo a pezzi? Fai bene a prendere l'iniziativa e a decidere di provare a sistemarla. Fa tutto ciò che ritieni giusto e nelle tue possibilità. Chissà che questa fermezza non sia d'esempio per qualcuno...e che finalmente lo faccia uscire dal guscio.
Dai, coraggio :)

Oriana ha detto...

non posso dirti cosa devi fare e la strada da seguire....quello devi sentirlo tu nel tuo cuore...sii sincera prima di tutto con te stessa...solo allora saprai cosa è meglio per te....ma se stai male, se non ce la fai più, se ritieni giusto andare...vai....la vita è la tua ed è una sola, purtroppo....ricorda...si chiude una porta...ma spesso si apre un portone!!! un bacio

D-chan ha detto...

Non so bene cosa dirti.
Io somiglio un po' a tuo marito, sono pigra ed ho paura di prendermi delle responsabilità. Con questo non voglio giustificarlo, anzi, mi rendo conto che non si può andare avanti così per una vita: io stessa devo darmi una mossa. Non so se lui possa cambiare, forse ha solo bisogno di un'occasione. Più probabilmente avrebbe bisogno di essere costretto dalle circostanze.
Se tu te ne andassi, dovrebbe cominciare ad arrangiarsi da solo: chi cucina, lava e stira, se tu non ci sei? Allora o ha la forza di reagire, o si spingerà sempre più verso il fondo del baratro, sempre ammesso che questo baratro abbia un fondo.
Ma io spero, tanto per te che per i vostri figli, che non sia necessaria una separazione definitiva. Forse basta solo una "scossa".
Prendi in mano la tua vita, questo sì: è necessario, ora, per la tua stessa salute, per i tuoi figli, e anche per lui. Non conosco abbastanza te e per niente lui, non so se consigliarti di costringerlo a fare le cose con la forza (del tipo "questo è il pennello e questa la vernice, i mobili te li ho già incartati io, ora mettiti a dipingere e subito!"), se invece dovresti convincerlo con le buone (e dirgli "Dai, su, imbianchiamo insieme la stanza, vedrai come ti sentirai orgoglioso e soddisfatto quando sarà finita! Se lavoriamo in due faremo metà della fatica..."), oppure se ci sono altri sistemi per metterlo di fronte al suo dovere (perché i doveri nei confronti di casa e famiglia mica ce li hanno solo le donne!)...
Oppure, se non vuoi dargli una scossa standogli accanto e facendo in modo che si decida, puoi veramente prendere e andartene. Sicuramente ci saranno degli "effetti collaterali", solo tu sai se il gioco valga la candela.

Mia mamma più di una volta, per disperazione, è scappata di casa per stare qualche giorno da un'amica in un'altra città; poi le manchiamo e torna, pensa "come se la caveranno quei disgraziati senza di me?" e noi per un po' facciamo i bravi... solo per un po', ma sapendo che ogni tanto la mamma può dare in escandescenze e sparire, è sempre meglio cercare di tenersela buona quando la vediamo troppo stressata! Una volta è scappata di sera, in un paesino di montagna dove già di giorno i pullman sono rari, dicendo "vado a prendere il treno e non so nemmeno per dove, di sicuro a casa non ci torno!" e noi figli l'abbiamo rincorsa: ma dove vuoi andare di notte senza mezzi e senza bagagli? Tutto perché stava litigando con papà a proposito di un tubo della cucina... robe da pazzi...
Beh per dirti che non capita solo a te, eppure mia mamma e mio papà stanno ancora assieme (almeno finora!). Non credo che scappare di casa sia una soluzione adeguata, però è una "scossa" come un'altra, qualcosa che smuove le acque quando non ce la fai più.
Per alcune persone invece è necessario darci un taglio netto, quando la situazione si fa insostenibile. Forse tu saresti questo tipo di persona, ti sentiresti più libera lasciandoti tutto alle spalle, finalmente priva di una fonte di preoccupazioni.
Devi vedere tu se ti sentiresti veramente sollevata andando via, o se ti sentiresti sradicata.
Di sicuro se non fai niente non ne uscirai mai. Questo non è un consiglio, è un dato di fatto.

Federica ha detto...

Non ho figli, e pochi anni di matrimonio sul groppone per poter parlare di "esperienza personale", ma momenti difficilissimi li abbiamo passati.
Anche mio marito soffre per una lieve forma di depressione, che però gli ha causato una sindrome da attacchi di panico. Il tutto condito con una situazione di mobbing spietato al quale cerca di ribellarsi da anni. Per seguirlo al meglio ho lasciato io il lavoro, e ho iniziato anch'io la discesa agli inferi della depressione. Siamo arrivati al punto che lui mi accusava di essere l'origine dei suoi mali e che non mi sopportava più. Ho tenuto duro, ma vivevo nella disperazione più nera. In tutto questo però non abbiamo mai evitato il dialogo e il confronto. Piano piano fedeli alla promessa che ci siamo fatti a suo tempo di non abbandonare mai alla prima difficoltà, è iniziata la risalita. Raggiunta una certa serenità, dopo aver ammesso reciprocamente le nostre colpe siamo partiti per le vacanze. Torniamo felici e rilassati, ma il secondo giorno di lavoro lui torna a casa con le avvisaglie di un nuovo attacco di panico. Gli resto accanto e lui inizia a parlarmi di come si sente. Accolgo le sue confidenze e cerco di farlo stare meglio. Poi mi guarda e mi chiede scusa per tutto quello che ultimamente mi ha fatto passare, ammettendo di aver davvero esagerato, ringraziandomi per essergli sempre stata accanto sopportando di tutto, e dicendo che sono la sua fortuna.
Per me è stato un nuovo inizio, e sono molto fiduciosa.

Il succo del discorso è che se il dialogo RECIPROCO e costruttivo viene meno, ecco che le due parti di una coppia iniziano un percorso che le porta ad allontanarsi sempre di più. Forse a volte occorre un episodio eclatante per dare una scossa al più apatico dei due: un piccolo shock serve a far aprire gli occhi.
Parla coi tuoi figli più grandi, prendila alla larga e raccogli le loro opinioni i loro consigli. Sono abbastanza adulti da capire quello che succede e per darti un parere sicuramente migliore del nostro. Poi prenditi tempo, prova ad affrontare tuo marito mettendolo davanti ai tuoi sentimenti e al tuo ultimatum. Se poi resta fermo nella sua posizione prendi la tua decisione, a questo punto sicuramente ponderata e senza rimpianti.
Ti abbraccio forte forte, con tanto affetto

scusa la lunghezza del mio commento...
fede

Alessia ha detto...

Grace, sono così dispiaciuta di sentire come ti senti e cosa stai passando... Dare consigli è difficile quando non si conosce bene la situazione, quando non si hanno tutti gli elementi. Però si può cercare di stare vicino a chi come te sta vivendo una situazione come questa, si può dire ti sarò vicina qualunque decisione tu possa prendere.
Molte cose che dici le capisco, te l'ho detto anche in privato. Una consiglio però posso dartelo, ed è un consiglio pratico: non trascurare mai gli aspetti concreti di una tua eventuale scelta. Consigliati coi tuoi figli, con qualcuno al di fuori che possa darti sostegno, e soprattutto, se ne hai la possibilità, con un avvocato che possa spiegarti le conseguenze pratiche e legali delle scelte che puoi intraprendere. A volte senza pensare alle conseguenze (perchè semplicemente non se ne ha idea)si possono fare delle scelte che in futuro si trascineranno in penose battaglie, per te e soprattutto per i tuoi figli. Non andartene di casa. Hai un figlio piccolo. Se è casa tua non la lasciare. Non commettere per orgoglio e frustrazione un errore che si possa ripercuotere anche su di lui. Prenditi del tempo per vagliare bene la situazione e decidere in base alle tue possibilità.
Ti abbraccio e sono certa che presto ci incontreremo di persona per parlare a quattr'occhi...
Alessia

emme ha detto...

Graziella, il mio primo impulso è stato parto vado a Lecco , vado a dargli un'abbraccione di quelli sodi, di quelli che levano il fiato. Così come tu lo hai levato a me. Non so che dirti. Ci arrabbiamo sempre con i più piccoli ed indifesi. Ci scarichiamo sopra la nostra rabbia invece di proteggerli dalle loro paure. Ma tu sai. sai che così non va bene e cerchi aiuto.Prova a parlare al pediatra di questa situazione. iniziate un percorso per salvaguardare Filippo e recuperare voi. E' una strada traversa ma è una strada che non lo mette davanti a proprie responsabilità. Non è colpa tua se lui sta male. Il male viene da dentro non da fuori. da fuori viene la cura. Viene il sostegno e l'abbraccio di tante donne che sono con te. Non aver paura di chiedere aiuto, anche al gatto per strada, se serve. Da amica ti posso solo dire cerca una via di uscita per te. Esci da questa situazione, non scappando (che poi te lo rinfacciano tutti) ma cercando qualcosa per te che ti gratifichi, può essere anche andare a stirare a casa di amici, cerca qualcuno che ti ringrazi (RINGRAZI TE)per ciò che fai e vedrai che dopo un sasso metterai un mattone e così via. ma prima devi aiutare te. Sei la cosa più importante. Non scordarlo mai.
Ti abbraccio forte e sono qui. per quando hai bisogno. per quando ne hai voglia. per quando ti serve un caffè forte o una camomilla intensa. Non sei sola. Le donne dei blog sono una forza che neanche si può immaginare. e sono amiche.

Ele ha detto...

Mi dispiace per questa situazione. Ti posso dire che mia madre ha sopportato ( o non sopportato, dipende dai punti divista) mio padre per tutti questi anni, non l'ha mai lasciato nè mai lo lascerà, e ti dico che lei si è inaridita e sta peggiorando costantemente il suo carattere, i figli, ciascuno a modo loro, sono scappati da una situazione insostenibile. Mio fratello è ancora in quella casa, e infatti non ci sta quasi mai, si chiude a riccio e credo faccia bene. Quando ero al liceo avrei voluto che mia madre lo lasciasse. Ma riflettendoci ora, non credo che il problema fosse solo mio padre. Sicuramente era una parte del problema. Non lo so come si possa creare un ambiente sereno, ma ti dico per esperiena
za che è la condizione indispensabile per non far scappare i figli. Ti abbraccio